L’e-commerce alimentare: una scelta sostenibile?

Negli ultimi anni c’è un settore che sta riscontrando molto successo e sta crescendo notevolmente, quello dello shopping online. Tema molto caldo anche negli ultimi mesi, a causa della recente diffusione del Covid-19, che ha spinto sempre più persone all’uso dell’e-commerce. Se prima raramente si acquistavano beni di prima necessità, oggi la spesa alimentare online è diventata una pratica sempre più di uso comune che sicuramente pone non pochi quesiti in materia di sostenibilità. Basti pensare che in Italia gli acquisti online di beni di largo consumo sono aumentati dell’81% tra il 24 febbraio e il 1° marzo, e del 162% tra il 23 e il 29 marzo (dati Nielsen).

In questa prospettiva quindi, TRElab, coordinatore scientifico del Living lab Logistica di Roma Capitale, si pone l’obiettivo di analizzare questo nuovo modo di concepire la spesa e la quotidianità, indagando se effettivamente la spesa alimentare online,possa considerarsi un passo in avanti verso una maggiore mobilità sostenibile. A questo proposito, ha lanciato un indagine cui possono partecipare tutti i cittadini (Clicca qui per partecipare al sondaggio).

Le sfide dell’e-commerce

Ricorrere ad ordini online ed evitare così di recarsi fisicamente nei supermercati, a prima vista potrebbe sembrare un’ottima soluzione per la riduzione di traffico e inquinamento, ma in realtà non è così scontato. Lo shopping online non necessariamente aiuta l’ambiente, poiché i movimenti dei veicoli adibiti alle consegne potrebbero aggiungersi alla circolazione dei veicoli privati. Ciò che ha garantito l’enorme successo dell’e-commerce costituisce anche il suo stesso problema di fondo, ovvero l’aver creato delle aspettative molto alte con le consegne rapide, specialmente per i modelli di business di alcune piattaforme come Amazon. Per soddisfare queste tempistiche, molte aziende si trovano a dover mettere in strada un maggior numero di veicoli con un conseguente aumento dell’inquinamento.

Inoltre, con l’attuazione della fase 2, il rientro della maggior parte della popolazione al lavoro e il conseguente aumento del traffico, ci sarà anche un allungamento nei tempi di consegna, che per quanto riguarda i supermercati erano già molto lunghi a causa della grande richiesta degli ultimi mesi.

Per di più, ricorrere alla spesa online piuttosto che andare al supermercato potrebbe rivelarsi dannoso sotto altri aspetti: se la consegna è gratuita, potrebbe aumentare la tendenza a effettuare ordini più contenuti e frequenti, con l’inevitabile conseguenza quella di aumentare il numero delle consegne e dei veicoli in circolazione. Non sempre perciò, le consegne a domicilio si rivelano la scelta più sostenibile.

Soluzioni per una mobilità sostenibile

Si potrebbe pensare ad alcune soluzioni per far fronte a questo problema cercando di rendere più sostenibile l’e-commerce alimentare? Nel WebMeeting della Commissione Capitolina Mobilità, TRElab ha suggerito alcune idee per la fase 2: le soluzioni più auspicabili sarebbero ridurre la presenza dei veicoli in strada tramite l’efficientamento  dei modelli distributivi, e utilizzare mezzi elettrici per le consegne a domicilio. Un’ altra possibile soluzione potrebbe essere la creazione di piattaforme online dedicata ai negozi di vicinato che permettano la consegna a domicilio anche, ad esempio, tramite i taxi. In questo senso, Roma Capitale ha pubblicato il bando per la selezione delle piattaforme e-commerce da pubblicare nella sezione RomaAiutaRoma del portale istituzionale della città. Inoltre, la realizzazione di nuove aree pedonali per incentivare le persone a non utilizzare il proprio veicolo potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Come abbiamo visto, le possibili soluzioni non mancano. Possiamo anche affermare che l’e-commerce alimentare, a causa del Covid-19, è entrato in una nuova epoca. Detto ciò, non si può negare che siano necessari cambiamenti radicali e adattamenti volti a rendere questa nuova abitudine il più sostenibile possibile.

Federica Verrieri


E-grocery: a sustainable choice?

In recent years, the online shopping industry is experiencing great success and is growing considerably. A very hot topic also in recent months, due to the spread of Covid-19, which has pushed more and more people to use e-commerce platforms. If before, basic necessities were rarely electronically purchased, today online food shopping has become an increasingly common practice that certainly poses many questions regarding sustainability. To give an idea, in Italy online purchases of consumer goods increased by 81% between 24 February and 1 March, and 162% between 23 and 29 March.

In this perspective, therefore, TRElab, scientific coordinator of the Logistics Living Lab of Rome, aims to analyse this new way of conceiving spending and everyday life, investigating whether online food shopping can actually be considered a step forward towards greater sustainable mobility. In this regard, it launched a survey in which all citizens can participate (Click here to participate in the survey, in Italian)

The challenges of e-commerce

Resorting to online orders and thus avoiding to physically go to supermarkets, at first glance it might seem an excellent solution for reducing traffic and pollution, but in reality it is not so obvious. Online shopping does not necessarily help the environment, as the movements of delivery vehicles could add to the movement of private vehicles. What has ensured the enormous success of e-commerce also constitutes its own underlying problem, namely having created very high expectations with fast deliveries, especially for the business models of some platforms such as Amazon. To meet these deadlines, many companies have to put more vehicles on the road with a consequent increase in pollution.

Furthermore, with the implementation of phase 2, the return of most of the population to work and the consequent increase in traffic, there will also be an extension in delivery times, which as regards supermarkets were already very long due to the large request of the last few months. Moreover, resorting to online shopping rather than going to the supermarket could prove harmful in other respects: if the delivery is free, it could increase the tendency to make smaller orders more frequently, with the inevitable consequence of increasing the number of deliveries and vehicles in circulation. Therefore, home deliveries are not always the most sustainable choice.

Solutions for sustainable mobility

Could we think of some solutions to deal with this problem by trying to make food e-commerce more sustainable? In the WebMeeting of the Mobility Commission of Rome, TRElab suggested some ideas for phase 2: the most desirable solutions would be to reduce the presence of vehicles on the street by improving the efficiency of the distribution models, and to use electric vehicles and cargobikes for home deliveries. Another possible solution could be the creation of online platforms dedicated to neighborhood stores that allow home delivery also, for example, by taxi. In this sense, Roma Capitale has published the call for the selection of ecommerce platforms to be promoted on the RomeHelpsRome section of the city’s institutional portal. Also, there is already a little experience at neighborhood level. Furthermore, the creation of new pedestrian areas to encourage people not to use their vehicle could prove to be a winning choice.

As we have seen, the possible solutions are not lacking. We can also say that e-grocery, due to Covid-19, has entered a new era. That said, radical changes and adjustments are needed to make this new habit as sustainable as possible.

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